Ieri sulle Alture di Lavagna

Arrivati davanti al sagrato della storica chiesa di Santa Giulia di Centaura troviamo il secolare leccio e ora te lo presento:

Il bestione: il suo nome dialettale (nessuno qui lo conosce diversamente) e’ Eisgiu (mi raccomando la g e’ molto dolce…). Si tratta di un Leccio e il suo nome scientifico e’ Quercus Ilex. Si tratta di un esemplare isolato radicato nel piazzale della Chiesa parrocchiale di S.Giulia.
Le coordinate U.T.M. sono rintracciabili nel Foglio 94 I.N.E. 32TNQ Lat.49.05.75.0 Long. 5.30.20.0.
La circonferenza e’ di Mt 4,50, il portamento espanso e l’eta’ e’ stimata intorno ai 360 anni circa.
Alto 11 metri rientra nell’elenco degli alberi monumentali della Regione Liguria.

Proseguiamo poi verso la vetta del Capenardo e la creuxa diventa sentiero nel bosco di castagno.. un ringraziamento particolare all’associazione pietre parlanti che mantiene i sentieri puliti, anche un antico secchereccio è ora in bella mostra. Arrivati sul crinale mangiamo e poi rientriamo a Lavagna non prima però di leggere una bella poesia di Maria Grazia Levaggi.

Santa Giulia, 
In cimma a collinn-a, 
che t’ammi o ma, 
quanta gente te vegne a trova’!

In ta gexetta antiga, 
pe di n’orazion, 
accende ‘na candela, 
pe vegni ciu’ boin.

Oasi de paxe e de tranquillitae, 
L’aia da stae a l’e’ fresca e netta, 
canta a cigaa, sona a campanetta.

Lazzu’ Sestri Levante, Lavagna, Ciavai, 
Portofin s’intravvede in pittin, 
che silenzio.che bellessa. 
no se stanca mai d’ammia.

In ta ciassetta, vixin a gexa, 
un vegio erbo o fa da cornice a questo paisaggio, 
pa che o dixe ao mondo intero: 
Santa Giulia o l’e’ un paise genuino e vero!

Anche me a penso cosci’, 
se voei a sereniate e sei stanchi da citae, 
vegni’ a Santa Giulia, vediei regna’ a felicitae.

Maria Grazia Levaggi

E ora qualche foto rappresentativa come ad esempio un angolo di muretto a secco che dimostra che dietro al muro ci sono altre, anzi direi innumerevoli pietre disposte ad opera d’arte, oppure i narcisi fioriti già a gennaio segno indistinguibile del bellissimo clima che vi regna.

ANNO 2020

Con queste foto scattate dal gruppo di escursionisti il primo gennaio sui sentieri delle #cinqueterre, auguro a tutti gli amanti delle escursioni in natura un anno ricco di sereno e appagante cammino nei sentieri in natura e nei sentieri che tutti i giorni facciamo per realizzare la nostra vita.

Foliage nella foresta del Ramaceto

domenica 20 ottobre 2019

Una escursione a che ci permetterà di rilassarci fermando i pensieri che velocemente si susseguono nella nostra mente quando siamo indaffarati. La foresta di faggi, tra l’altro una delle più belle della Val D’Aveto , ci donerà infatti un gran senso di leggerezza e di sottile felicità. E’ risaputo che con alcune parti di alberi si preparano medicine, e moltissime persone credono che si possa entrare in comunicazione con essi.. Volete provare?? In mezzo al bosco avremo l’occasione di abbracciare ognuno di noi un proprio albero..!! Avremo anche l’occasione di scaldarci vicino al fuoco, anch’esso ricco di sfumature di rosso, che servirà anche per fare le caldarroste.
Dettagli tecnici:
#Escursione di tipo E: dislivello in salita di circa200 metri tempo di solo cammino circa 3 ore.
Equipaggiamento obbligatorio: scarponcini da trekking con suola scolpita e in buono stato, pantaloni lunghi, un litro e mezzo di acqua, pile, e antivento berretto e occhiali da sole. Consigliati : Bastoncini da trekking asciugamano, Pranzo Pic nic
I lpunto di ritrovo è il Passo della Forcella raggiungibile sia con la propria automobile (chi vorrà potrà mettere a disposizione l’auto per il bla bla car) ma anche con il bus di linea.
Il ritrovo è previsto alle ore 12.15 (autobus che parte davanti alla stazione di Chiavari alle ore 11) Finiremo l’escursione in tempo per prendere l’autobus che parte alle 17 e arriva Chiavari alle ore 18.10 . Per raggiungere Chiavari treno in partenza da Genova Brignole alle ore 9.35 e da Sestri Levante alle ore 10.26 (in entrambi i casi resta il tempo a Chiavari per prendersi un caffe o eventualmente comperarsi qualcosa per il pic-nic)

Parco Portofino

famosa in tutto il mondo la sua Piazzetta davanti al porticciolo naturale, con i tavoli dei ristoranti e bar che invitano a uno splendido relax al sole. Qui spesso si incontrano personaggi del jet-set internazionale, A me piace però solo attraversarla per arrivare a camminare sui sentieri che si diramano a ovest verso Camogli, a est verso a Santa Margherita o in salita verso la sua vetta, attraversando per arrivarci una miriade di ambienti naturali diversi, dalla classica vegetazione mediterranea si passa infatti ai boschi di castagni, dall’ampelodesmos mauritanicus alla sassifraga spatolata.

Sestri Levante

La Leggenda di Sante sulla Penisola di Sestri Levante:

..C’era una volta un posto incantevole affacciato sul Mar Ligure, un angolo dove il mare era più azzurro e dove il sole si specchiava più a lungo. Qui le sirene, incantate da quel magnifico scenario offerto dall’Isola di SESTRI LEVANTE, elessero la loro dimora e si adagiarono sugli scogli che, come piccoli troni, emergevano dall’acqua. Dalla riva, TIGULLIO, il più giovane e bello dei Tritoni, vide un giorno SEGESTA, la più bella ed affascinante delle Sirene, con gli occhi più azzurri del mare e i capelli più lucenti del sole e se ne invaghì perdutamente. Una notte, mentre la luna rendeva d’argento gli scogli e tante, tante stelle palpitavano come il suo cuore, Tigullio tentò di rapire Segesta, ma Nettuno, Dio del Mare, non gradì che quel paradiso venisse privato della più armoniosa delle sue gemme e punì, pietrificandolo, quel braccio proteso a ghermire la sirena.
Nacque così un’istmo, un meraviglioso istmo, che congiunse l’isola al continente…
Si formarono così i due volti della città, le due arenose spiagge, i due piccoli e romantici golfi, che ebbero in dono da poeti di fama mondiale gli appellativi di “Baia del Silenzio” e “Baia delle Favole”.
… Ed ancor oggi è impossibile guardare a quel promontorio, a quegli scogli e a quel mare, senza credere che là in mezzo vi dimorino tuttora le Sirene.
E’ questo incanto che continua a tramandare al mondo la leggenda dell’antica “Segesta Tigulliorum”.

Riomaggiore

L’abitato è esteso lungo un asse verticale dove ripide scalette sono l’unico mezzo per muoversi all’interno del paese. Le case tipiche sono a torre su due o più piani per utilizzare al meglio lo spazio disponibile, e l’occhio non può non notare i colori pastello (verde, giallo, rosa) delle loro facciate. Scendendo dal battello che unisce i vari paesi, si incontra il porticciolo e poi salendo una bellissima panchina sotto un’ampio ombrello di fronde di pino non si può non scattare una foto ricordo del panorama circostante

Corniglia

Il Paese Balcone.

Il suo paese è un balcone sul mare, Attraversando la più famosa e stretta via nel centro conosciuta da tutti come Via Fieschi si arriva alla Terrazza Santa Maria a 90 metri s.l.m da dove la vista spazia su tutto il golfo dei Poeti e, nelle giornate più limpide, si possono scorgere le montagne della Corsica.

Ottimo esempio di arte gotico-ligure è la chiesa di San Pietro eretta nel 16° secolo su di una pre-esistente costruzione.

Anche qui, passano sentieri meravigliosi da dove con la dovuta attrezzatura è possibile raggiungere le sue alture per immergersi nel centro del parco.

Vernazza

Secondo paese delle Cinque Terre provenendo da Genova, è da molti ritenuti il più caratteristico con i suoi ombrelloni variopinti sulla piazzetta fronte mare. Il più veloce da visitare, sempre che non ci si voglia soffermare a scoprirne i suoi segreti oppure camminare fino al bellissimo Santuario di Reggio dedicato alla Madonna Nera o degustare un calice di vino bianco dei giovani vignaioli che stanno riscoprendo l’arte antica dei lori nonni.